Si aspetta la neve, a Roma. L’aspetta anche chi è più debole, chi sopravvive negli insterstizi della società, chi non ha una casa. Per questo i medici, i volontari e gli utenti di “Medicina solidale e delle migrazioni” di via Aspertini 520 lanciano un appello. Si riattivi il poliambulatorio di Tor Bella Monaca, che ha offerto fino a gennaio assistenza sanitaria pubblica alle fasce deboli della popolazione – moltissimi i bambini, molte anche le donne – che soprattutto sotto la neve hanno bisogno di assistenza.
E’ riduttivo dire che chi ha bisogno di cure può andare al Policlinico Tor Vergata, da cui pure vengono i medici e gli operatori volontari del servizio, che è pubblico e gestito da una onlus in un quartiere difficile come Tor Bella Monaca. Riduttivo perché, proprio per la debolezza sociale di quel tipo di utenti, bisogna stare sul territorio, offrir loro un’assistenza meno burocratizzata. E dunque Medicina solidale rilasciava le tessere sanitarie Stp e Eni, per migranti comunitari e non, assisteva moltissime donne nomadi con i loro bambini, offriva uno sportello d’ascolto e servizi sanitari anche specializzati. Chiediamo, si legge nell’appello, che il Policlinico Tor Vergata ripristini, nell’attesa dell’espletamento delle pratiche burocratiche, tutti i servizi dell’ambulatorio. “Sia riattivato immediatamente il Centro prelievi, siano riattivati i percorsi medici e infermieristici a sostegno di centinaia di donne immigrate con gravidanza a rischio e di centinaia di bambini che non hanno pediatra di base. Si può uccidere in tanti modi, negare il diritto alla salute è uno dei più vili”.
Già, perché stranieri e nomadi per le analisi hanno diritto all’esenzione dal ticket, ma dove mai andranno a chiedere il codice Isee? Medicina solidale, il cui servizio è stato interrotto insieme alla continuità di cura per le gravidanze a rischio, offriva la possibilità di ottenere diritti indiscutibili a 80 pazienti al giorno, un terzo dei quali italiani. Che un pasticcio burocratico ci sia è indubbio, e forse anche uno scontro di poteri, se quei locali sono stati precedentemente assegnati alla Ares 118, il servizio per le emergenze. Ma che colpa ne hanno gli utenti del servizio?
Ospitata negli ex locali del Centro anziani – che è stato trasferito in una sede più ampia – Medicina solidale aveva avviato anche un’azione contro la malnutrizione, con corsi e distribuzione di pacchi di sostegno, oltre ai laboratori psicomotori per i bambini, che oggi sono ospitati nel centro sociale El Che il giovedì pomeriggio alle 17. Un luogo dove i bimbi che vivono tra disagi e difficoltà imparano a esprimere le emozioni e a comunicarle dipingendo, danzando, fotografando, cantando. Lì, almeno, vengono ascoltati.
A Roma, intanto, si attende la neve. Qualcuno alzerà la temperatura dei termosifoni, qualcun altro gelerà. E si ammalerà più facilmente di chi può ripararsi, nutrirsi e coprirsi adeguatamente. Bisogna pensarci, subito. Per non lasciare chi è povero e solo ancora più solo. Sotto la neve.